Intervista a David Folchitto: una vita da batterista
by on Novembre 24, 2014 in Interviste

Avete mai sentito parlare di Stormlord, Screaming Banshee, Nerodia, Prophilax, Engelstein, Embryo, Mesosphera, Skull Daze? Chi bazzica da anni nel panorama underground italico sa di chi stiamo parlando. Ma forse non tutti sanno che queste bands hanno tutte una cosa in comune…il batterista! Colui che massacra le pelli e regge ritmicamente le sorti musicali di tutte le bands sopraelencate è David Folchitto. Batterista possente e versatile negli anni è diventato un vero e proprio punto cardine della scena metal italiana ed il suo talento è ormai riconosciuto anche al di fuori dei confini nazionali. Metal in Italy non poteva esimersi dal fare una chiacchierata con Mr. #drumslife!

Ciao David e benvenuto nel nuovissimo mondo di Metal In Italy!

Ciao a tutti e grazie per avermi concesso questo spazio!

Parlare di un batterista poliedrico come te non è facile. Stormlord, Screaming Banshee, Nerodia, Prophilax, Engelstein, Embryo, Mesosphera, Skull Daze. Si potrebbe sintetizzare tutto con un hashtag che chi ti segue su Facebook legge spesso: #drumslife. Ma noi non vogliamo sintetizzare, parlaci della tua drumslife.

Drumslife è, come suggerisce il termine, vivere per la batteria (e per la musica ovviamente!) E’ svegliarsi presto la mattina e andare a studiare con entusiasmo per migliorarsi, è suonare con band diverse, ognuna con difficoltà e sfide diverse, è stimolo a migliorasi sempre e a non sentirsi mai arrivati ma sempre all’inizio di un nuovo percorso ricco di stimoli. Tutto questo è Drumslife, tutto questo sono io, è la vita che ho scelto, un passo che rifarei altre 1000 volte!

Abbiamo fatto l’elenco delle bands con le quali suoni. Sono tutte metal (ad eccezione dei Prophilax che sono tutto ed il contrario di tutto!). Hai mai sentito il bisogno di suonare qualcosa che si distacchi da tale genere?

Mi sento un batterista metal in tutto e per tutto, anche se avolte ho lavorato in ambiti quasi pop. Tutto sommato con un gruppo come i Prophilax la possibilità di suonare cose diverse c’è…la potremmo definire una band a 360 gradi. Ci sono pezzi molto tirati e altri lenti, momenti funky e anche fusion! Quindi per ogni pezzo ci sono molte regole da seguire e stili differenti da approcciare, all’inizio non è stato semplice perché facevo il tutto in maniera molto grezza. Quindi potrei dire che, pur rimanendo nel mio “mondo” ho avuto la possibilità di fare altro .Ovviamente la ritengo una fortuna, è sempre bene avere più risorse nel proprio bagaglio!

Qual è il disco che ha cambiato la tua vita?

Ce ne sono tantissimi, la lista sarebbe davvero troppo lunga ma cercherò di rispondere! Sicuramente i 2 Keeper degli Helloween, veri e propri manifesti power metal, a pari meritocon quello che reputo il successore naturale di quei 2 dischi, ossia Visons degli Stratovarius.Immancabile Master of Puppets, anche se è con Ride the lightning che ho avuto il primo contatto con la batteria! “Creeping Death” è stata la prima canzone che ho provato a suonare! I Metallicasono i Metallica, c’è poco da fare!Come terzo (ma non meno importante) direi “Symbolic” dei Death, col mitico Gene Hoglan alla batteria,una delle principali fonti d’ispirazione del mio drumming!

Abbiamo nominato gli Engelstein, una tribute band. Ultimamente queste sono finite nell’occhio del ciclone come responsabili del degrado del metal nazionale (se di degrado possiamo parlare!). Gli organizzatori delle serate spesso si affidano ad una Tribute band per fare maggiori incassi che altrimenti, secondo loro, non farebbero con bands che propongono inediti. Tu che ne pensi?

Quello che dici è in parte vero, ma è un argomento di cui si potrebbe discutere all’infinito! I gestori dei locali guardano chiaramente i loro interessi e preferiscono organizzare cose “sicure”,come le tribute band, anche perchè queste richiamano pubblico in automatico o quasi. Cosa diversa per le band originali, specialmente quelle undergroud, che invece (e in questo i gestori secondo me commettono un errore) non portano gente nel locale; se da una parte (economica) la cosa ci può anche stare dall’altra non trovo giusto che chi gestisce le serate non faccia pubblicità al proprio locale lasciando il compito al gruppo di turno. In questo modo si è liberi da responsabilità, della serie “mica è colpa mia se la gente non viene a vederti”. Al tempo stesso anche il pubblico ha le sue colpe (se le vogliamo chiamare tali). Per quanto mi riguarda sono a favore delle band originali, anche perchè l’underground è pieno di talenti e proposte musicali molto interessanti, ovviamente la tribute è divertente, anche da seguire live. Se ci fosse più equilibrio nell’organizzare e, soprattutto, nel promuovere gli eventi, non si sarebbe alzato tutto questo polverone.

Oltre a suonare tieni anche corsi di batteria e spesso sei in giro a fare clinics dimostrative. Tecniche a parte, cosa cerchi di insegnare a chi vuole imparare da te?

Al di la del discorso tecnico cerco sempre di pormi come un amico e mai come un maestro, anche perché non mi sento realmente tale. Sono una persona che ha la voglia e il piacere di condividere quello che ha imparato in tutti questi anni, mi fa piacere trasmettere le mie esperienze. Prima tra tutti che essere musicisti non significa essere meglio di qualcuno, è un lavoro come un altro, anche se (per me e per chi lo fa) è il più bel lavoro al mondo; questo non significa sentirsi su un gradino più alto rispetto al resto delle persone! Quel gradino è il palco, una volta scesi si torna ciò che realmente si è, certi atteggiamenti da rockstar vanno lasciati da parte. Incontrando musicisti di altissimo livello e vedendo quanto siano persone semplici e disponibili ho capito che la grandezza delle persone è data dalla loro normalità!

Parlaci un po’ del tuo strumento: usi sempre lo stesso drum-set o lo cambi a seconda della band con la quale stai per esibirti? In entrambi i casi puoi spiegarci il perché di tale scelta?

Dipende dalla situazione. Nella maggior parte dei casi trovo la strumentazione nei locali e mi adatto a quello che c’è. Non ho mai grandi pretese, un tom o due non fa differenza, basta che ci sia una batteria e che non cada a pezzi! Ovviamente quando la situazione lo permette porto tutto il mio set, ma non essendo sempre possibile ho imparato ad adeguarmi alla situazione, l’importante è suonare!

Hai suonato spesso fuori dal suolo Italico. E’ davvero un altro mondo il Metal Europeo o come al solito noi Italiani pecchiamo di esterofilia senza renderci conto del “bello” che abbiamo?

Certo che la differenza c’è e si vede, dalle band a come è organizzato un qualsiasi festival o evento all’estero. La cosa che mi fa rabbia è che anche qui in Italia le cose potrebbero andare nello stesso modo, manca però quella mentalità di base che nel resto d’Europa hanno e qui no. Abbiamo un underground che fa paura, siamo a mio avviso al top nel genere brutal (band come Hour of Penance ne sono la imostrazione) e abbiamo la musica nel sangue come nessun altro, non a caso tantissimi musicisti stranieri hanno origini e cognomi italiani. Purtroppo non sappiamo sfruttare bene i tesori che abbiamo dentro casa, è un vero peccato perché non abbiamo nulla da inviare a nessuno, anzi!

Sei di Roma. La scena Capitolina secondo te gode di buona salute?

Secondo me gode di ottima salute! Ci sono molte band valide, sia a livello Underground che non. Con gli anni la scena è cresciuta, il livello dei musicisti anche, anche la coesione e il supporto fra band è migliorato molto. Direi che continuando in questa direzione si può solo migliorare!

Puoi parlarci infine di qualche progetto imminente? Album in uscita, tours ecc…

Stiamo scrivendo materiale per il debut cd dei Mesosphera e Skull daze. Anche con i Nerodia siamo alle prese con i pezzi nuovi. Tra una cosa e l’altra penso entreremo in studio nei prossimi mesi. Ovviamente non so dirti ancora quando, ma il progetto di far uscire i dischi entro il prossimo anno c’è! Per quanto riguarda tour imminenti ne farò due praticamente attaccati, in Russia e nei baltici. Partirò i primi di Dicembre con gli Embryo. Finito il tour con loro ne inizierò un altro con gli Screaming Banshee! Una cosa piuttosto folle, ma se ti dico che sono pentito sarei un bugiardo assoluto!

Grazie per il tuo tempo David. Vuoi mandare un saluto ai lettori di Metal In Italy?

Grazie a voi per lo spazio concessomi e un saluto a tutti i lettori di Metal in Italy! See ya on stage!

Fonte: MetalinItaly.com

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